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PATTO DI LUCE - Musical Opera in due atti scritto e diretto da Carlo Tedeschi

LA TRAMA

Patto di Luce è un musical di 2 ore, ambientato 12.000 anni fa, circa, in epoca primitiva, quando gli uomini da nomadi divennero stanziali, iniziando così a formare le prime tribù ed il senso di appartenenza e possesso, le prime leggi e le relative punizioni e condanne a morte per i traditori, ma anche le prime considerazioni sui diritti umani e sull’amore.

In scena 40 artisti, tra acrobati, ballerini, attori e cantanti, vi trasporteranno in una magnifica leggenda dove una pastorella è alla ricerca dei “perché” sulla vita, sulla schiavitù sull’odio e sull’amore.
Un Saggio Sciamano risponderà ai suoi interrogativi mentre le spie faranno di tutto per ostacolarla e farla condannare a morte.

Grazie all’aiuto dei capi Leone ed i capi delle altre tribù, lo Sciamano la porterà alla lotta pacifica per eliminare nel suo villaggio schiavitù, odio e vendetta. In questo percorso nasce una meravigliosa storia d’amore tra la pastorella ed il pastorello i quali riusciranno a portare pace in tutti i villaggi.

Musiche, costumi, scenografie in movimento ed effetti straordinari accompagnano lo spettatore a riflettere sui temi della “diversità” e dei relativi DIRITTI UMANI.

NOTE DELL’AUTORE

Presentare il musical Patto di Luce è un’impresa non facile. Leo Amici, scomparso nel 1986 e fondatore del Piccolo paese del Lago, nell’entroterra di Rimini, dove si divulgano e vivono valori di pace, amore e fratellanza, ne parlò per primo e lo fece in un suo scritto, le cui parole risuoneranno anche in scena, come voce fuori campo:

«Ecco, qui, in una capanna fatta di ginestra,
ci fu l’incontro più smisurato e travolgente che l’eternità vissuta ricordi».

Parole misteriose che risuonano, inequivocabilmente, nell’eco di un’altra dimensione. Egli, infatti, per scriverle si pose in altra dimensione facendo parlare non solo se stesso, ma anche coloro che vivrebbero in quest’altra dimensione che appartiene, naturalmente, all’eternità.

Credendo in Dio si dovrebbe supporre che il primo a ricordare il tratto di eternità vissuta di quell’antico fatto sia proprio Lui che, appartenendo ed essendo Egli stesso eternità, Lo si potrebbe paragonare ad un cerchio che non ha né inizio né fine. Nelle parole eternità vissuta c’è altresì un vissuto che ha avuto, invece, un inizio del vivere.

Tutto questo si rivolge, infatti, a quell’eternità iniziata, appunto, da Dio per noi, o meglio, affinché noi vi potessimo accedere. Un’eternità che fa parte di tutto ciò che Dio ha ideato, modellato e cui ha dato inizio, compreso l’universo e, naturalmente, la vita del nostro corpo, che ha un inizio ed una fine, animato però da un’anima che, al contrario, è eterna.

Ma cerchiamo di svelare il mistero e la grandezza delle sue parole e del titolo Patto di luce, la leggenda del Lago di Piediluco. Tracce di questi fatti antichi sono nella spianata naturale del Lago di Piediluco, accanto alla Cascata delle Marmore. Piediluco significa ai piedi del bosco sacro ma, anche, dal latino, pes lux, piedi di luce, riferendosi ad un’immagine popolare, alla leggenda appunto, con cui l’antica gente iniziò a definire il lago.

L’immagine è quella di angeli, potenze o esseri celesti luminosi che, in una notte di tanto e tanto tempo fa, discesero dal cielo e mostrando all’antico popolo, rivolto con gli occhi all’insù, e come è ovvio, i loro “piedi di luce” prima di toccare il suolo.

Le musiche di questo spettacolo sono coinvolgenti, forti, tenere e violente come la cascata della natura che travolge e trascina con sé ogni residuo, come la Cascata delle Marmore.

Le danze, i canti, a volte lirici, risuonano nella natura come il canto della protagonista di questa storia, la Pastorella, che, come in un’eco, rimbalza da una cima all’altra delle montagne, fino a liberarsi nello spazio spegnendosi all’udito umano per essere raccolte dall’udito di ben altre entità che, da altra dimensione, odono e ammirano le nostre spinte verso la Verità e l’Assoluto. È dunque una …”magnifica leggenda”, Patto di luce, nella quale ho messo la mia fantasia, il mio sapere, la mia poesia, la mia arte, che ritengo essere doni che, a volte inadeguatamente, ho accolto, ma che sempre ho espresso e sviluppato, anche con sacrificio, pur di condividerli e di donarli. Una magnifica leggenda in cui ho rappresentato la personalità del mio maestro d’arte e di vita, Leo Amici, la magnifica leggenda della sua vita, delle sue parole e la personalità della dolce e forte figura di Maria di Gregorio, determinante nella mia vita, cui mi sono ispirato per la Pastorella.

Accanto alla Pastorella, altri protagonisti sono gli animali che assistono e commentano tra loro gli accadimenti più curiosi, cantando e danzando spesso anche in modo buffo; la natura, sempre presente nei suoni, nei rumori, quasi nei … profumi e nel sole nascente al quale si rivolge il primo canto della pastorella: Dimmi tu sole, dimmi cos’è…cosa c’è dietro di te…perché tanto male intorno a me?Grazie alla pastorella, al suo spirito, al suo spingersi oltre le convenzioni, le leggi della sua tribù per superare la propria mentalità primitiva e quella della sua gente, si mette in moto la storia di Patto di Luce, questa magnifica leggenda che innesterà nelle coscienze dei primitivi la prima scintilla di consapevolezza dei DIRITTI UMANI, attraverso un patto con il Supremo Signore: Dio!

I protagonisti sono dunque una pastorella, vissuta forse 12.000 anni fa; lo sciamano, che vive in una capanna fatta di ginestra e porta pace ai villaggi ostili fra loro; un pastorello, trovato nella foresta e cresciuto dallo sciamano; la tigre, che decide della vita e della morte dei condannati abbandonati nella foresta; il primordio e la primordia, capi tribù del villaggio della pastorella; le spie, che, scena dopo scena, inseguono la pastorella per riferire della sua “diversità”; i capi tribù di tanti villaggi che, nelle loro vesti, negli atteggiamenti, nello stile di vita, nelle strategie di caccia e di guerra, si ispirano alle effigi dell’animale prescelto che venerano come spirito guida della natura: Leone, Picchio, Falco, Serpente, Pavone, Rondine, Gufo, Gatto e Farfalla.

All’aprirsi del sipario dunque potrete vivere qualche attimo antico che riflette però l’attualità del momento, perché quella scintilla di coscienza dei diritti umani, nata nella “magnifica leggenda” del Patto di Luce, è la stessa scintilla che abbiamo oggi e che assolutamente non spegnersi.

Carlo Tedeschi

UNA MAGNIFICA LEGGENDA …

Quando sentiamo nell’ aria “qualcosa”, ad esempio l’attesa della “prima” di uno spettacolo o, anche, di qualcosa d’importante che coinvolge anche altri…, non è solo il suono delle voci, la loro inflessione, le realtà contingenti a dare la sensazione dell’attesa ma è “qualcosa” di più. Il nostro stato d’animo, ad esempio. E come può uno stato d’animo, nascosto in noi, risultare così presente e reale all’esterno di noi? La verità è che la realtà di un suono, la vista di qualcosa, di qualcuno, un gesto, un fatto, passano … veloci, come un lampo! E’ una realtà fuggente, vive per pochi istanti e si affoga nell’invisibile. Le immagini della realtà che più ci colpiscono, più di altre vengono registrate nella nostra mente, nell’invisibile dei nostri ricordi. Anche nel silenzio che sottolinea l’impegno e l’attenzione (ad esempio, seguire le mie parole), c’è qualcosa in più.Ogni silenzio ha significati diversi… eppure è sempre e solo silenzio, ma vi “leggiamo” realtà diverse, invisibili. Come possiamo, dunque, “leggere” la realtà invisibile? Perché tutto è reale, concreto, anche l’invisibile! Ed ha una sua forza vitale, una sua energia, che ognuno di noi può “leggere”, sentire. Energie che, se positive, attirano, (per chi crede), anche le buone cose e la presenza promotrice dello Spirito, se negative, ben altre forze ed entità. Quando siamo in un luogo ricco d’amore ci sentiamo di rilasciarci, ci sentiamo a casa. Viceversa, in un luogo negativo, ci sentiamo a disagio, cerchiamo di andarcene… Abbiamo “letto”, avvertito, sentito il bene e il male… .

L’osservare, l’intelligere, l’analizzare, procura pensieri ed opinioni, anche apparentemente diverse da individuo a individuo. Da una parte, dunque, materialisti, dall’altra spiritualisti… per dirla semplicemente. Come mai però ambedue le parti, “leggono”, sentono, avvertono …l’“invisibile”?

Togliendo la vista, che spesso si ferma alla realtà “concreta”, si dà un’ accelerata a “sentire”, o percepire, il mondo invisibile. Alla cecità, infatti, la natura sopperisce con lo sviluppo della sensibilità di altri sensi che, come antenna o radar, sostituiscono in parte, se non completamente, quello che non funziona. Questi argomenti – visibile, invisibile, bene, male -procurano diatribe a non finire: da una parte sensibili spiritualisti, uomini di fede, dall’altra razionalisti, ma anche filosofi o scienziati che vogliono solo ”toccare”, comprovare, giustamente, qualsiasi idea, intuizione, scoperta… Diatribe… lotte, fazioni che dividono spesso senza tolleranza, pazienza, accoglienza, sopportazione, attesa, dialogo… anche se “La logica non è logica se non corrisponde con la realtà… la verità è sommersa dalla logica ed ornata d’amore…” (Leo Amici). Chi crede potrebbe obiettare: “Perché sommersa dalla logica e non dall’amore?” Perché Dio “nasconde” il Suo amore per amore, per lasciarci liberi dal dover ricambiare tanto… e lascia spazio alla logica affinché, attraverso di essa, noi arriviamo a Lui.

Da queste diatribe nascono diritti e doveri per “regolare”, almeno in parte, le intemperanze degli animi o, peggio, sedare discordie. Regole da rispettare, sancite equamente da ambedue le fazioni, così anche per i diritti umani. Anche in questo caso, ci si divide tra sostenitori dei diritti umani di origine naturale e sostenitori dei diritti umani impressi nel cuore da Dio…

Una “zona neutrale” è il tempo della magnifica leggenda… tempo di primitive tribù. L’ho scritta e diretta … per chi? Per tutti, come tutti i miei spettacoli… eppure… con particolare attenzione a coloro, soprattutto i giovani, che sono al di fuori di una fazione o dell’altra… ancora non compromessi nell’una o nell’altra, non contaminati da condizionamenti ed opportunità… per coloro che sono nel momento delicato della “scelta”, quando l’obiettività, però, fa da padrona… dove, per poter valutare e discernere, c’è bisogno di risposte. Leo Amici, le cui parole come voce fuori campo raccontano la leggenda, mentre altre sono recitate dai protagonisti, sembra rispondere concretamente a chi, ancora, dovesse scegliere…

Le sue parole infatti sembrano addirittura rispondere a quella parte della scienza che scarta Dio, o a quella parte della fede che scarta la scienza…

Se – tutto si rompe, si frantuma, si distrugge, ma nulla finisce -, per come dimostra la scienza, ma tutto muta e si trasforma in qualche altra cosa, allora – non ha inizio…- Così dicono le parole di Leo Amici, e continuano – se non ha inizio non ha creazione -. L’affermazione lo fa mettere nei panni dello scienziato scettico che scarta la logica di Dio galileiana e dubita di un inizio voluto e creato da Dio. Inizio che, se anche fosse stato “solo” il mettere ordine (Kairòs) nel disordine (Kaos) conseguente, ad esempio, ad un big-bang, non toglierebbe nulla al Suo potere infinito. Big bang attraverso il quale, tra l’altro, si pensa di poter scartare l’inizio di Dio e la fede in Lui.

Ecco, dunque, perché ho accolto le parole di Leo Amici pronunciate più di quaranta, cinquanta anni fa, che hanno anticipato tempi e scoperte scientifiche per darne addirittura risposte… e le ho “distribuite” nello spettacolo. Ecco il perché della “magnifica leggenda” che racconto fuori dal tempo ma, comunque, dentro fonti storiche precise, al di fuori di ogni credo, ideologia, fazioni opposte… L’ho scritta e rappresentata per guardare e far guardare obiettivamente nel nostro cuore “primitivo”, per scorgervi, possibilmente, se la natura umana, che nel tempo ha ideato e redatto la carta dei diritti umani, sia naturalmente conseguenza di un “big- bang” della nostra coscienza o se, dietro quella scintilla di consapevolezza, si nasconda un volere superiore.

Carlo Tedeschi

http://www.pattodiluce.it